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A MENTE FREDDA… BENEVENTO-UDINESE

di Andrea Bardi
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Riflessioni semiserie sulla partita

Articolo di Daniele Piro

Oggi inizio con un aneddoto.

Molti anni fa, quando facevamo le battaglie sindacali per ottenere i trasferimenti lavorativi dal Nord verso Sud, in una infuocata riunione a Roma, il Direttore Generale, volendo sdrammatizzare il momento visto che c'era una forte opposizione dell'Amministrazione ad aprire ai trasferimenti, disse che "ormai dovevamo vedere il lato positivo della cosa perché più a fondo di così non si poteva andare". La risposta di un delegato sindacale fu sublime: "Diretto'...quale fondo...nuje stamm' scavann' ".

Spero con tutto il cuore che il nostro fondo, sportivamente parlando, lo abbiamo toccato e non ci tocchi anche scavare perché significherebbe essersi fatti la fossa con le proprie mani. Risaliamo, ora che siamo ad un passo verso la B.

Un'altra Domenica intossicata con l'aggravante che, essendo la partita ad ora di pranzo, c'è rimast' ngopp' u stommac pure la tracchiulella o il ragù.

Un mese di aprile allucinante, che ha cancellato o ridotto al lumicino la permanenza nella massima Serie. Un'involuzione iniziata nel girone di ritorno con il non gioco espresso a San Siro e continuato nei mesi successivi, facendoci forza più dalle disgrazie altrui che analizzando i demeriti nostri.

Le nostre avversarie comunque tenute a debita distanza equivalevano ad un "va tutto bene madama la marchesa". Purtroppo il detto "Aprile dolce dormire" i nostri lo hanno rispettato in pieno; le altre invece si sono svegliate ed oggi eccoci qua ad analizzare una situazione ormai nemmeno più sull'orlo del baratro, ma con un piede e mezzo nella fossa.

Chi ha avuto il piacere (o il coraggio perché ce ne vuole per perdere tempo dietro alla mie disquisizioni settimanali), avrà notato che anche in tempi non sospetti predicavo calma e non vedevo tutto roseo. Purtroppo e sottolineo purtroppo, i nodi del pettine che evidenziavo quando i capelli sembravano lisci sono venuti fuori in questo disastroso girone di ritorno. Dovesse finire male avremmo buttato al vento un'opportunità forse irripetibile, visto come si erano messe le cose fino a Natale. Dovesse finire male sarebbe la
vittoria della spocchia e della presunzione di chi ha pensato già al futuro senza fare i conti col presente.

Un mercato di gennaio pari a quasi zero, con un gruppo che era stato già spremuto nel girone di andata, senza pensare agli imprevisti dietro l'angolo e noncuranti del rafforzamento di altre società che oggi ci hanno raggiunto e superato e vedono la luce in fondo al tunnel.

La buon anima di Ciro Vigorito, molti anni fa, in occasione di un esonero (non ricordo quale mister fosse), disse che purtroppo non potendo cambiare tutto il gregge si era preferito cambiare il pastore. Il pastore odierno forse vive qualche piccola contraddizione perché lo scorso anno fece un campionato da record rimarcando il concetto che aveva agito sulla testa dei giocatori da lui ritenuti da Serie A, che erano sprecati in B visto il loro valore ed oggi, invece, dopo ogni partita, sembra quasi dire che “o lignam” è questo e con questo sta cercando di apparare al meglio la stagione.

Quindi, non ho capito: sono da Serie A o no?

Anche le solite frasi del DS, che si dovevano fare acquisti funzionali, che bisognava preservare il gruppo, lasciano, oggi, il tempo che trovano e sono oggetto di discussione, soprattutto se più di una volta il Presidente ha detto di essere stato frenato negli acquisti proprio dal DS che lo invitava alla calma.

Dovesse finire male qualcuno dovrà fare un mea culpa pubblico che sarebbe solo il minimo sindacale.

La A è un patrimonio e va fatta con staff da A, giocatori da A, pensando da A e decidendo da A.

Il "modello Atalanta" speriamo non diventi il modello "Entella" (Frosinone docet).

Se mi passate la battuta, il silenzio stampa è stato fatto perché altrimenti oggi non si sarebbero potute ripetere le solite dichiarazioni sul "ricordiamoci chi siamo e da dove veniamo" in quanto sarebbe mancata la frase che recita "ad oggi avremmo messo la firma per stare in questa posizione" o " fino ad ora non siamo mai stati nella zona retrocessione"

Oggi meritano applausi il Presidente, pacato nelle sue dichiarazioni ai microfoni dopo l'ennesimo capitombolo, meritano applausi quanti, con la Curva ed i gruppi organizzati in testa, erano nel piazzale dello stadio dalle 11 a dare la carica, rischiando anche multe e DASPO per tentare di dare la scossa ad un gruppo in letargo e meritate applausi anche tutti voi che avete inondato comunque di messaggi positivi i social ed i gruppi whatsapp, con l'ostentazione di chi non lascia nulla al caso, di chi non vuole arrendersi e rimanda di settimana in settimana la partita successiva alla "madre di tutte le battaglie" da vincere ad ogni costo.

Vi ammiro di cuore, davvero. Forse io non sono così tifoso, oppure sono troppo razionale, troppo preso da analisi, troppo preso da vedere il pelo nell'uovo che portano a frenarmi nel fare il tifoso irriducibile che ci crede fino alla fine. Vi ammiro e spero che la vostra positività a fine anno venga premiata.

Se così fosse vi autorizzo a mandarmi a quel paese non una, ma dieci, cento, mille volte.

Non ho volutamente parlato della partita perché avete già detto, letto e scritto tutto.

Squadra sfilacciata, si preferisce giocare con due punte rapide e di movimento, ma queste possono essere schierate solo se fai del possesso palla, la sai giocare a terra ed attacchi la profondità, che a noi manca perché il motivo che si ripete e sempre lo stesso, ovvero palla a Viola nella nostra tre quarti e lancio sulle fasce dove devono fiondarsi i due di turno.

Si fa male Sau, entra Gaich e non ne becca una. Dovevamo scendere in campo con il sangue agli occhi ed al primo affondo De Paul prende palla, la tocca due, tre , quattro volte e con un tracciante preciso procura il gol del 1-0 dopo 4 minuti. Altro che lupi famelici ed affamati, al contrario agnellini sacrificali!

La riapriamo per un loro errore, proviamo col cuore più che con la testa a pareggiarla nella prima metà, ma se nella ripresa pensi che devi dare il tutto per tutto ma appena entri in campo becchi il terzo, significa che sei alla canna del gas.

Non si può iniziare un tempo andando sotto; ironia della sorte l'unica volta che è capitato a noi di essere subito in vantaggio (Genoa), abbiamo subito regalato il pari.

Questa squadra è scarsa dietro. E se non lo è, allora è male amalgamata. Letizia manca come il pane e qui si apre un altro discorso sulla gestione degli infortuni; un tiro in porta fatto a Natale, 4 mesi di stop con piccole apparizioni e ricadute, Moncini è definitivamente scomparso dai radar, Caprari boh? si sa solo che non è al meglio, Falque viene dato in gran spolvero in allenamento e poi o non gioca mai o fa un quarto d'ora.

Basta mi fermo qui.

Sabato sera va in scena il primo di 3 round dai quali non mi aspetto molto e non perché non sia tifoso o per scaramanzia, ma semplicemente perché l'andazzo di 4 mesi non mi fa dormire sonni tranquilli.

Dopo aver sprecato punti con Fiorentina, Verona, Sassuolo, Udinese in casa,
malgestito il doppio vantaggio con Parma e Genoa, fare punti contro squadre che lottano per posti in CL o che viaggiano col vento in poppa per essere passati da una retrocessione al 90esimo contro il Parma ad ottime possibilità di salvezza in soli 10 giorni, la vedo davvero difficile.

Però abbiamo vinto a Torino con la Juve ed il pallone è rotondo, pertanto lascio spazio ai sogni ed all'inguaribile ottimismo che è il profumo della vita come diceva il buon Tonino Guerra.

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