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CAGLIARI-BENEVENTO: EPISODIO 16

di Andrea Bardi
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Articolo di Arturo Ciullo

Riconoscimenti.

Esulta, la Strega, e ha tutte le ragioni per farlo al termine di una entusiasmante vittoria alla Sardegna Arena di Cagliari.

Sugli scudi la “truppa” di Inzaghi, che si gode i meritati riconoscimenti per lo straordinario cammino e per l'invidiabile posizione in classifica.

Sentimenti contrastanti accompagnano, tuttavia, il post partita. Da un lato l'umiltà, che deve prevalere in ogni caso e per cui non ci si può che porre, come unico obiettivo, la permanenza nella massima serie; obiettivo per il quale iniziare, d'ora in poi, una sorta di conto alla rovescia. Dall'altro, la consapevolezza delle forti potenzialità della squadra, nei confronti della quale si sono espressi, talvolta, giudizi troppo severi (e non solo da parte di chi scrive), ma se lo si è fatto, è solo perché si aveva e si ha “proprio” quella consapevolezza. Lo stesso mister Inzaghi, da sempre “affamato“ di obiettivi, ha la medesima consapevolezza, che fa grande la sua voglia di scrivere altre pagine memorabili per la storia calcistica sannita.

Ai nastri partenza della gara, Inzaghi inserisce il “jolly” Improta sulla linea difensiva a far reparto insieme a Glik, Tuia e Barba; in mediana il collaudato trio “ Hetemaj-Schiatterella-Ionita; in avanti la coppia Sau-Insigne alle spalle di Lapadula.

La gara rappresentava, alla vigilia, una prova molto importante per entrambe le formazioni. Forte il desiderio dei sardi di voler fare risultato a tutti i costi e ne è prova l'immediato inizio della partita in cui gli uomini di mister Di Francesco sono entrati con cattiveria e determinazione nell'intento di incanalare subito il match a proprio favore. I sanniti hanno sofferto nei primi venti minuti la carica nervosa dei sardi, fino a subire la rete del vantaggio maturata su un calcio piazzato, salvo poi a liberarsi e ad imporre il proprio gioco fluido, veloce e di qualità che li ha portati, nel giro di tre minuti, a riequilibrare, prima, il risultato e a ribaltarlo, poi, a proprio favore.

La capacità di ripartire con transizioni, ma sopratutto con affondi in velocità, è la migliore caratteristica del Benevento. Il tutto condito da qualità tecnica di tutto rispetto. Il rammarico è dato dal fatto che l'enorme quantità di conclusioni non è opportunamente finalizzata. Non è certo un dettaglio di poco conto, sul quale tuttavia tecnico e calciatori stanno lavorando.

Sulla fase difensiva si registra ancora qualche piccola sbavatura, soprattutto nella gestione delle palle da fermo per la discutibile scelta degli uomini disposti a zona in relazione agli avversari che essi hanno di fronte.

Ecco il mio personale giudizio sui partecipanti alla gara.

Montipò (voto 6): non è nella sua migliore giornata. Non è “padrone” dell’area piccola e palesa alcune incertezze sia in uscita, sia in fase di inizio azione. Particolari certamente migliorabili. Per il resto ordinaria amministrazione.

Improta (voto 8): in serie A non ci si gioca solo perché si cresce in un vivaio importante o perché si ha alle spalle un bravo agente. È bello raccontare la sua favola, che egli stesso si sta costruendo con lavoro costante e sacrificio, senza subire il peso di qualche giudizio forse troppo affrettato nei suoi confronti. Lotta su ogni pallone, ed i tifosi amano la gente che lotta.

Glik (voto 7,5): “Sua Maestà la roccia” trova la posizione e il passo anche in questa gara, dirigendo con maestria le operazioni di difesa del fortino. Ha qualche responsabilità in occasione del gol di Pavoletti, che si sarebbe potuto evitare ricorrendo semplicemente all'applicazione di un mio vecchio credo calcistico secondo cui, in alcune circostanze eccezionali, bisognerebbe tralasciare la difesa a zona e “marcare a uomo”, specie quando l'uomo si chiama Pavoletti ed andrebbe opportunamente “limitato”.

Tuia (voto 7,5): soffre, lotta e realizza anche la prima rete in serie A. Che sia il viatico per fargli prendere sempre più sicurezza dei suoi mezzi?

Barba (voto 8): silenziosamente e in maniera pulita, tra i migliori in campo. Non se ne accorgeranno i cultori delle belle giocate, ma sicuramente il tecnico gode di queste prestazioni di grande livello ed in ogni posizione in cui viene schierato sulla linea difensiva. Chapeaux.

Hetemaj (voto 6,5): lotta e corre, come sempre. Si vede che non è al massimo della condizione, ma come sempre mette tutte le energie che ha a disposizione. Sicuramente lo vedremo meglio nel giro di una, massimo due settimane.

Ionita (voto 7): uno degli “ex” in campo. Svolge il suo compito con attenzione e senza affanni, facendosi anche un po' rimpiangere dalla sua “vecchia” piazza.

Schiattarella (voto 8): ennesima prova di spessore. Guida la fase di copertura con intelligenza. Sciorina un paio di appoggi in verticale di alta scuola, uno dei quali, concretizzato da una magia di Sau, diventa letale per i sardi.

Insigne (voto 7): ottima prestazione, che dà continuità alla fase di crescita. Ha trovato il giusto equilibrio tra fiducia e personalità da mettere in campo. Può soltanto crescere ancora.

Sau (voto 9): merita il voto più alto per l’impegno, la qualità delle giocate, la professionalità che mette a disposizione della squadra e per farsi trovare pronto ad ogni chiamata. Fare un gol nella sua terra e che peraltro regala tre punti “storici” al Benevento, gli avrà certamente procurato una grossa soddisfazione. Che dire del gol? Un mix di classe, intuito e qualità. Da bomber di razza.

Lapadula (voto 6,5): tanta corsa e lotta al servizio della squadra. Arriverà il gol anche per lui, ma che non diventi un peso. Sfortunato sull'azione del “rigore non rigore”. Il mediocre arbitro-VAR Calvarese, è vero che ha ritenuto l'intervento sulla palla del portiere cagliaritano, ma non ha considerato il fallo sul prosieguo dell'azione che lo avrebbe portato a realizzare il gol.

Subentrati:

Foulon (voto 6): solito prezioso apporto quando chiamato in causa.

Di Serio (voto 6,5): ottimo il suo approccio, come sempre. Per lui ancora un'occasione che avrebbe potuto avere sorte migliore. Ma il tempo è dalla sua parte.

Caprari (voto 6,5): entra quando la partita era già a favore della Strega, con il Cagliari intento a cercare di riequilibrare le sorti dell'incontro. Con i suoi guizzi ha dato l’impressione di voler spaccare la partita. Preziosissimo il suo apporto.

Dabo (voto 6): entra e anche se per pochi minuti, si rende prezioso.

Maggio (voto 6): la notizia più bella è stata quella di rivederlo in campo in un momento in cui l'organico, ed in particolar modo il reparto difensivo, è davvero ridotto all'osso. Fa sentire la sua presenza con la consueta esperienza.

Inzaghi (voto 9): 9, come il numero con il quale è cresciuto e s'è imposto a suon di gol. Ma stavolta il gol lo ha fatto con il successo del suo gruppo. Fortifica la decima posizione in classifica mettendo in bella mostra la sua “creatura”. Se ci fosse ancora un qualche detrattore che ancora, oggi, non si convinca che questa “piccola grande squadra” meriti, oggi, i giusti riconoscimenti per i sacrifici che il suo patron sta facendo per affermare un club di una piccola città nella massima serie di calcistica, dovrebbe ricredersi.

Ora testa alla Atalanta, altra prova impegnativa e sulla carta proibitiva. Tra bergamaschi e sanniti sarà gara aperta e dal sapore speciale nella quale speriamo che, una volta tanto... non vinca il migliore!

Forza Strega 91!

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